06-06-2009

Storia di Federico una rinascita tutta d’oro

a cura di Gloria Milan

Sono Federico, ho 34 anni e abito a Casciana Terme, un paesino in provincia di Pisa. La mia esperienza inizia nel 1994, quando a 18 anni mi fu diagnosticata una malattia piuttosto rara che colpiva le vie biliari e il colon. Nessuno sapeva quale fosse la causa né tantomeno la cura. L'unica cosa certa che mi comunicarono fu che prima o poi avrei dovuto fare un trapianto di fegato. Poteva essere dopo un anno, due, dieci, venti...

tl_files/storie_rinascita/federico-finozzi.jpgNel 2001 la malattia si aggravò e ogni mese che passava stavo sempre peggio. Gli studi universitari rallentarono bruscamente. Le uscite con gli amici pure.  Così fino a gennaio del 2003, quando la situazione precipitò e la febbre fu giornaliera.
E quando parlo di febbre, parlo di 40 gradi e oltre!

Mi sono fatto circa otto mesi più o meno continui di ospedale. A maggio il professor Filipponi del Centro Trapianti dell'ospedale di Cisanello, Pisa, decise che l'unica soluzione fosse un trapianto di fegato. La mia vita subì una strana mutazione in quel periodo. Tutto quello che facevo non aveva più senso. Sentivo la vita correr via dal mio corpo e dalla mia testa.

La mia attesa è durata due mesi e dieci giorni.
Sono stato trapiantato il 29 luglio 2003, un martedì mattina.

Avevo però nel cassetto un sogno che si è realizzato quando in Canada nel luglio del 2005 ai XV Campionati Mondiali per Trapiantati sono riuscito a vincere 6 medaglie, tre d'oro, un argento e due bronzi, stabilendo un record del mondo sui 50 metri rana.

E' stata un'esperienza fantastica, soprattutto dal punto di vista umano.
Trovarsi con cinquemila trapiantati è stato eccezionale.

La mia vita oggi è diventata una vita normale!
Faccio tutte le cose che prima la malattia mi impediva di fare!

E poi è accaduto un altro miracolo. Sono diventato babbo! E' nata Rebecca! E questo evento mi ha fatto fare una riflessione. Se il mio donatore non avesse donato gli organi io sarei morto quasi sicuramente, viste le mie condizioni. E mia figlia non sarebbe nata.

Invece con il suo "sì" aperto alla donazione mi ha fatto tornare alla vita e ne ha fatta nascere un'altra. E se un domani Rebecca crescerà e avrà un figlio, il mio donatore avrà salvato tre vite. E se per caso il mio donatore avesse donato tutti e sette gli organi a persone giovani che hanno avuto un figlio dopo il trapianto? Quante vite legate ad una scelta di dire "si"...una generazione intera.

Federico Finozzi

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