

a cura di Gloria Milan
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Secondo l'emendamento al
decreto "milleproroghe", i cittadini avrebbero dovuto dire esplicitamente sì o no alla donazione dei
propri organi e la loro
volontà sarebbe stata registrata
sulla carta d'identità elettronica.
Poi c'è stato il
cambiamento in Senato e si è parlato della sola possibilità di esprimere la
volontà nel documento d'identità.
Alessandro Nanni Costa,
direttore del Centro Nazionale Trapianti, ha espresso il proprio punto di vista
in merito a questo cambiamento di rotta improvviso in Senato: "Prima c'era
l'obbligo della dichiarazione (nell'emendamento
originario, ndb), ora la possibilità. Ma quello che interessa a noi è che
della donazione se ne parli, che ci sia una responsabilizzazione delle persone
su questo tema e che ci sia una dichiarazione. Se non c'è la dichiarazione
sulla carta d'identità-o su altri documenti-, il familiare mantiene il diritto di rifiutare. In
realtà, il fatto che ci sia l'obbligo o la possibilità dal nostro punto di
vista non modifica la situazione. L'importante è che se ne parli, ci saranno
delle campagne informative e i cittadini si dovranno responsabilizzare". 
Secondo noi di FITOT, esprimere la propria volontà in vita eviterebbe che siano poi i familiari a
decidere sulla donazione o meno degli organi; con la legge
attuale, anche in caso di silenzio-assenso, i medici sono tenuti a consultare i
familiari (coniuge non separato, convivente more uxorio, figli e genitori) che
possono opporsi al prelievo di organi durante il periodo di osservazione di
morte.
Voi che ne pensate?
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conoscere il vostro punto di vista!
10-03-2010 Scritto da Daniela Storani
La norma che permette di inserire la volontà di donare o non donare sulla carta di identità è un ulteriore passo in avanti nel percorso di avvicinamento dei cittadini al tema della donazione e del trapianto di organi.
Spesso infatti, non si sceglie non perché si sia contrari, ma perché non si ha occasione di approfondire il tema, di rifletterci e parlarne. Altre volte, pur avendo un’idea precisa in merito, non si sa bene come manifestarla in maniera valida e non ci si prende il tempo di compilare una dichiarazione.
E allora ben venga tutto ciò che ci ricorda di farlo, specie se, come in questo caso, si tratta di una modalità facile e accessibile, che coincide con uno di quegli adempimenti che, prima o poi, tutti siamo chiamati a fare, come il rinnovo della carta d'identità. E ben venga se non si tratta di un ”dover scegliere”, cosa che risulterebbe come una forzatura, ma di un “poter scegliere”, cioè di un invito a decidere in prima persona, rivolto a tutti dalle istituzioni stesse, per non lasciare che possano essere i nostri familiari a doversi pronunciare in un momento difficile.
Naturalmente, non sappiamo ancora come potrà essere messa in atto questa procedura, né a partire da quando tutto ciò sarà possibile. Ma il primo importante passo è già stato fatto.
Daniela Storani
Responsabile Comunicazione CNT