21-04-2010

I trapianti di rene da vivente sono pochissimi. Perché?

a cura di Gloria Milan

| Commenti (1) | SCRIVI |

Il trapianto di rene da donatore vivente rappresenta oggi meno del 10% dei trapianti eseguiti in Italia ogni anno, nonostante numerosi Centri Italiani siano autorizzati ad effettuare questo trapianto. Leggete questo documento ufficiale del Centro Nazionale Trapianti. Vi è inoltre ormai una larga esperienza italiana ed internazionale sul trapianto da donatore vivente, che consente ai pazienti affetti da insufficienza renale cronica, ed ai loro medici curanti, di considerarla una valida possibilità terapeutica e di prendere serenamente una decisione in merito.

Secondo voi dove sta il problema? Quale sarebbe il modo migliore per comunicare questa possibilità?

Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, ritiene si tratti di un problema di informazione e conferma che "il centro di Padova sta facendo il giro di tutti i reparti di dialisi del Veneto per far conoscere il suo programma di trapianto di rene da vivente", rispondendo ad una domanda riguardante un confronto tra la situazione italiana e quella europea più avanzata.
Secondo il direttore del CNT inoltre "una volta che sono state rispettate tutte le condizioni di sicurezza, negare la possibilità del trapianto da donatore vivente sarebbe ingiusto".

E la Legge cosa dice attualmente?

La Legge 26 giugno 1967, n. 458 (GU 27/6/1967, n. 160), indica che il trapianto di rene da donatore vivente è lecito in deroga all’articolo 5 del Codice Civile nei casi in cui sia l’unica alternativa terapeutica. Tale deroga è concessa ai genitori, ai figli, ai fratelli germani o non germani del paziente che siano maggiorenni, purché siano rispettate le modalità previste dalla presente legge. Solo nel caso che il paziente non abbia i consanguinei di cui al precedente comma o nessuno di essi sia idoneo o disponibile, la deroga può essere consentita anche per altri parenti e per donatori estranei.
Le condizioni che la legge prevede per il donatore sono che sia capace di intendere e volere, a conoscenza dei limiti della terapia del trapianto del rene tra viventi e sia consapevole delle conseguenze personali che la donazione comporta. Tali condizioni sono accertate da un magistrato del Tribunale competente per territorio.

Le raccomandazioni relative al trapianto da vivente espresse dal CNT e da altri testi istituzionali possono essere sintetizzate così:

• Al donatore devono essere fornite informazioni adeguate per poter elaborare una decisione consapevole non soltanto sul tipo, l’entità e la probabilità dei rischi, ma anche sulle possibili alternative per il ricevente (es: dialisi, lista d’attesa per organi da cadavere, attesa di donazione da altro donatore vivente, ecc).
• Il potenziale donatore non deve subire pressioni, coercizioni, sollecitazioni, incentivazioni economiche o di alcun altro tipo.
• La valutazione dell’accettabilità di un soggetto come donatore deve essere effettuata da un’equipe completamente indipendente sia dai pazienti coinvolti, che dai professionisti che effettuano il trapianto.
• Al donatore deve essere garantita la facoltà di ritirare il consenso fin all’ultimo istante prima dell’intervento chirurgico.
• La donazione non deve essere fonte di profitto o oggetto di commercializzazione.
• Il donatore vivente deve essere sottoposto a rigorosi accertamenti medici volti ad identificare ogni controindicazione di tipo fisico o psicologico.
• Deve essere assicurata un’assistenza a lungo termine ai donatori, così come ai riceventi.

I risultati del trapianto da vivente

Vorrei aggiungere una chiosa volta a sfatare un mito "pessimistico" riguardante i risultati del trapianto da vivente: questi non sono significativamente diversi da quelli del trapianto da cadavere essendo la sopravvivenza ad 1 anno del rene trapiantato da cadavere pari ad 88,2% mentre è del 93,7% quella del trapianto eseguito tra consanguinei e del 90,6% per i non consanguinei. Trovate queste informazioni sul sito del NITp.

Dite la vostra!

Vorremmo sapere da voi, qui e/o attraverso i vostri commenti sul nostro profilo Facebook, se conoscete persone che hanno beneficiato di un trapianto da donatore vivente o, se siete voi stessi i beneficiari, qual è la vostra qualità di vita post-trapianto.

Web development: Liquid Diamond