05-03-2010

Donatore d'organo sulla carta d'identità. Sì o no?

a cura di Gloria Milan

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Secondo l'emendamento al decreto "milleproroghe", i cittadini avrebbero dovuto dire esplicitamente sì o no alla donazione dei propri organi e la loro volontà sarebbe stata registrata sulla carta d'identità elettronica.

Poi c'è stato il cambiamento in Senato e si è parlato della sola possibilità di esprimere la volontà nel documento d'identità.

Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, ha espresso il proprio punto di vista in merito a questo cambiamento di rotta improvviso in Senato: "Prima c'era l'obbligo della dichiarazione (nell'emendamento originario, ndb), ora la possibilità. Ma quello che interessa a noi è che della donazione se ne parli, che ci sia una responsabilizzazione delle persone su questo tema e che ci sia una dichiarazione. Se non c'è la dichiarazione sulla carta d'identità-o su altri documenti-, il familiare mantiene il diritto di rifiutare. In realtà, il fatto che ci sia l'obbligo o la possibilità dal nostro punto di vista non modifica la situazione. L'importante è che se ne parli, ci saranno delle campagne informative e i cittadini si dovranno responsabilizzare".

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Secondo noi di FITOT, esprimere la propria volontà in vita eviterebbe che siano poi i familiari a decidere sulla donazione o meno degli organi; con la legge attuale, anche in caso di silenzio-assenso, i medici sono tenuti a consultare i familiari (coniuge non separato, convivente more uxorio, figli e genitori) che possono opporsi al prelievo di organi durante il periodo di osservazione di morte.

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