28-04-2010

Hai una storia di rinascita che ti piacerebbe condividere?

a cura di Gloria Milan

| Commenti (2) | SCRIVI |

Hai una storia di rinascita da raccontare?
FITOT mette a disposizione il proprio blog, il sito istituzionale e uno spazio apposito nella brochure per le vostre esperienze di trapiantati.
Vorremmo sapere per esempio come avete affrontato il periodo di attesa, chi vi è stato vicino, com'è la qualità della vostra vita dopo il trapianto e cosa direste a chi è in attesa di un organo.

Questo blog è anche vostro e la nostra Fondazione esiste per diffondere la cultura della donazione ovunque sia possibile.
Per questo alleghiamo la liberatoria per darci il permesso di far conoscere le vostre nuove vite.

Scarica la liberatoria subito e condividi la tua storia di rinascita!

21-04-2010

I trapianti di rene da vivente sono pochissimi. Perché?

a cura di Gloria Milan

| Commenti (1) | SCRIVI |

Il trapianto di rene da donatore vivente rappresenta oggi meno del 10% dei trapianti eseguiti in Italia ogni anno, nonostante numerosi Centri Italiani siano autorizzati ad effettuare questo trapianto. Leggete questo documento ufficiale del Centro Nazionale Trapianti. Vi è inoltre ormai una larga esperienza italiana ed internazionale sul trapianto da donatore vivente, che consente ai pazienti affetti da insufficienza renale cronica, ed ai loro medici curanti, di considerarla una valida possibilità terapeutica e di prendere serenamente una decisione in merito.

Secondo voi dove sta il problema? Quale sarebbe il modo migliore per comunicare questa possibilità?

Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, ritiene si tratti di un problema di informazione e conferma che "il centro di Padova sta facendo il giro di tutti i reparti di dialisi del Veneto per far conoscere il suo programma di trapianto di rene da vivente", rispondendo ad una domanda riguardante un confronto tra la situazione italiana e quella europea più avanzata.
Secondo il direttore del CNT inoltre "una volta che sono state rispettate tutte le condizioni di sicurezza, negare la possibilità del trapianto da donatore vivente sarebbe ingiusto".

E la Legge cosa dice attualmente?

La Legge 26 giugno 1967, n. 458 (GU 27/6/1967, n. 160), indica che il trapianto di rene da donatore vivente è lecito in deroga all’articolo 5 del Codice Civile nei casi in cui sia l’unica alternativa terapeutica. Tale deroga è concessa ai genitori, ai figli, ai fratelli germani o non germani del paziente che siano maggiorenni, purché siano rispettate le modalità previste dalla presente legge. Solo nel caso che il paziente non abbia i consanguinei di cui al precedente comma o nessuno di essi sia idoneo o disponibile, la deroga può essere consentita anche per altri parenti e per donatori estranei.
Le condizioni che la legge prevede per il donatore sono che sia capace di intendere e volere, a conoscenza dei limiti della terapia del trapianto del rene tra viventi e sia consapevole delle conseguenze personali che la donazione comporta. Tali condizioni sono accertate da un magistrato del Tribunale competente per territorio.

Le raccomandazioni relative al trapianto da vivente espresse dal CNT e da altri testi istituzionali possono essere sintetizzate così:

• Al donatore devono essere fornite informazioni adeguate per poter elaborare una decisione consapevole non soltanto sul tipo, l’entità e la probabilità dei rischi, ma anche sulle possibili alternative per il ricevente (es: dialisi, lista d’attesa per organi da cadavere, attesa di donazione da altro donatore vivente, ecc).
• Il potenziale donatore non deve subire pressioni, coercizioni, sollecitazioni, incentivazioni economiche o di alcun altro tipo.
• La valutazione dell’accettabilità di un soggetto come donatore deve essere effettuata da un’equipe completamente indipendente sia dai pazienti coinvolti, che dai professionisti che effettuano il trapianto.
• Al donatore deve essere garantita la facoltà di ritirare il consenso fin all’ultimo istante prima dell’intervento chirurgico.
• La donazione non deve essere fonte di profitto o oggetto di commercializzazione.
• Il donatore vivente deve essere sottoposto a rigorosi accertamenti medici volti ad identificare ogni controindicazione di tipo fisico o psicologico.
• Deve essere assicurata un’assistenza a lungo termine ai donatori, così come ai riceventi.

I risultati del trapianto da vivente

Vorrei aggiungere una chiosa volta a sfatare un mito "pessimistico" riguardante i risultati del trapianto da vivente: questi non sono significativamente diversi da quelli del trapianto da cadavere essendo la sopravvivenza ad 1 anno del rene trapiantato da cadavere pari ad 88,2% mentre è del 93,7% quella del trapianto eseguito tra consanguinei e del 90,6% per i non consanguinei. Trovate queste informazioni sul sito del NITp.

Dite la vostra!

Vorremmo sapere da voi, qui e/o attraverso i vostri commenti sul nostro profilo Facebook, se conoscete persone che hanno beneficiato di un trapianto da donatore vivente o, se siete voi stessi i beneficiari, qual è la vostra qualità di vita post-trapianto.

15-04-2010

Il 5 per mille a FITOT

a cura di Gloria Milan

| Commenti (0) | SCRIVI |

Sostenere la ricerca scientifica per garantire una vita migliore a chi ha bisogno di un trapianto e alle loro famiglie. Diffondere la cultura della donazione ovunque. Intensificare le attività di aggiornamento del personale medico e paramedico.

Chi finanzia tutti questi aspetti
di FITOT?

Potreste essere voi ad esempio, donando con la vostra firma sulla denuncia dei redditi il 5 per mille alla nostra Fondazione. Il vostro impegno sarà utilizzato esclusivamente per lo scopo per cui esistiamo, salvare sempre più persone e allungare la vita dei trapiantati. Ne conoscete qualcuno, ne sono sicura.

Per donare il 5 per mille serve il codice fiscale di FITOT che è: 92088920282

01-04-2010

Come prevenire il rigetto cronico, al via un progetto con CORIT

a cura di Gloria Milan

| Commenti (1) | SCRIVI |

Risolvere il problema del rigetto cronico degli organi trapiantati attraverso la terapia genica. Questo è l'obiettivo di un progetto triennale (2010-2012), presentato il 25 Marzo a Milano dal Consorzio per la Ricerca sul Trapianto di Organi Tessuti, Cellule e Medicina Rigenerativa (CORIT) e Istituto Mario Negri, sostenuto economicamente da due Fondazioni di origine bancaria da sempre impegnate nella ricerca scientifica, la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e la Fondazione Cariplo.

Avendo la possibilità di poter parlare con il direttore scientifico di CORIT Emanuele Cozzi, gli abbiamo fatto alcune domande per saperne di più.

Dottor Cozzi, da chi verrà sviluppato concretamente il progetto?

Il progetto scientifico sarà sviluppato da un network di tre centri: l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo (che è anche Centro Coordinatore), il Consorzio per la Ricerca sul Trapianto di Organi Tessuti, Cellule e Medicina Rigenerativa (CORIT) di Padova e il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) di Trieste.

Quali risultati conta di ottenere da questo progetto?

L'obiettivo è quello di prolungare la vita dell'organo trapiantato. Chi fa un trapianto (di rene, cuore o fegato) ha oggi 90 probabilità su 100 di stare bene a un anno dall'intervento chirurgico. Ma i risultati a lungo termine - 10/15 anni- non sono così buoni. È perché i farmaci antirigetto che si usano adesso hanno eliminato quasi del tutto il rigetto acuto (quello che si verifica entro un mese dal trapianto) ma non sanno contrastare quello che i medici chiamano rigetto cronico, una forma di danno progressivo all'organo che si manifesta negli anni e porta pian piano alla perdita della funzione del rene (o del cuore o del fegato). E così si deve fare un altro trapianto o, nel caso del rene, tornare alla dialisi.

Terapia genica? Cioè?

Alcuni anni fa, i ricercatori dell'Istituto Mario Negri di Bergamo hanno trasferito al rene del donatore, prima del trapianto, il gene che forma una proteina (in gergo tecnico si chiama CTLA4Ig) capace di ridurre, ma solo lì dove serve, l'attivazione del sistema immune, responsabile del rigetto. Il gene immunomodulatore è trasportato da un vettore che fa sì che la proteina si esprima nel rene per lungo tempo. Il rene così modificato viene trapiantato in un animale incompatibile. Se lo stesso trapianto si fa senza terapia genica gli animali sviluppano nel tempo un rigetto cronico, ma quelli che hanno ricevuto il rene modificato con CTLA4Ig non hanno segni di rigetto cronico.

Si profila un nuovo approccio e il vostro progetto proseguirà dunque su questa strada?

Il lavoro dei ricercatori del Mario Negri ha aperto una strada nuova per un problema ancora irrisolto nella medicina del trapianto ma servono ulteriori verifiche precliniche. È quello che faremo, insieme questa volta, noi di CORIT con i gruppi di ricerca di Giuseppe Remuzzi e Ariela Benigni dell'Istituto Mario Negri e di Mauro Giacca dell'ICGEB. Utilizzando un modello di rigetto cronico messo a punto nei primati, impiegheremo vettori virali nuovi e studieremo l'efficacia del trasferimento genico nell'impedire il rigetto cronico nel trapianto di rene che rappresenta un paradigma per future applicazioni in tutti gli altri trapianti di organi solidi.

Web development: Liquid Diamond