

a cura di Gloria Milan
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Hai una storia di rinascita da raccontare?
FITOT mette a disposizione il proprio blog, il sito istituzionale e uno spazio apposito nella brochure per le vostre esperienze di trapiantati.
Vorremmo sapere per esempio come avete affrontato il periodo di attesa, chi vi è stato vicino, com'è la qualità della vostra vita dopo il trapianto e cosa direste a chi è in attesa di un organo.
Questo blog è anche vostro e la nostra Fondazione esiste per diffondere la cultura della donazione ovunque sia possibile.
Per questo alleghiamo la liberatoria per darci il permesso di far conoscere le vostre nuove vite.
Scarica la liberatoria subito e condividi la tua storia di rinascita!
a cura di Gloria Milan
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Il trapianto di rene da donatore vivente rappresenta oggi meno del 10% dei trapianti eseguiti in Italia ogni anno, nonostante numerosi Centri Italiani siano autorizzati ad effettuare questo trapianto. Leggete questo documento ufficiale del Centro Nazionale Trapianti. Vi è inoltre ormai una larga esperienza italiana ed internazionale sul trapianto da donatore vivente, che consente ai pazienti affetti da insufficienza renale cronica, ed ai loro medici curanti, di considerarla una valida possibilità terapeutica e di prendere serenamente una decisione in merito.
Secondo voi dove sta il problema? Quale sarebbe il modo migliore per comunicare questa possibilità?
Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, ritiene si tratti di un problema di informazione e conferma che "il centro di Padova sta facendo il giro di tutti i reparti di dialisi del Veneto per far conoscere il suo programma di trapianto di rene da vivente", rispondendo ad una domanda riguardante un confronto tra la situazione italiana e quella europea più avanzata.
Secondo il direttore del CNT inoltre "una volta che sono state
rispettate tutte le condizioni di sicurezza, negare la possibilità del
trapianto da donatore vivente sarebbe ingiusto".
E la Legge cosa dice attualmente?
La Legge 26 giugno 1967, n.
458 (GU 27/6/1967, n. 160), indica che il trapianto di rene da donatore
vivente è lecito in deroga all’articolo 5 del Codice Civile nei casi in
cui sia l’unica alternativa terapeutica. Tale deroga è concessa ai genitori,
ai figli, ai fratelli germani o non germani del paziente che siano
maggiorenni, purché siano rispettate le modalità previste dalla
presente legge. Solo nel caso che il paziente non abbia i consanguinei
di cui al precedente comma o nessuno di essi sia idoneo o
disponibile, la deroga può essere consentita anche per altri parenti e
per donatori estranei.
Le condizioni che la legge prevede per il
donatore sono che sia capace di intendere e volere, a conoscenza dei
limiti della terapia del trapianto del rene tra viventi e sia
consapevole delle conseguenze personali che la donazione comporta. Tali
condizioni sono accertate da un magistrato del Tribunale competente per
territorio.
Le raccomandazioni relative al trapianto da vivente espresse dal CNT e da altri testi istituzionali possono essere sintetizzate così:
• Al donatore devono essere fornite informazioni adeguate per poter elaborare una decisione consapevole non soltanto sul tipo, l’entità e la probabilità dei rischi, ma anche sulle possibili alternative per il ricevente (es: dialisi, lista d’attesa per organi da cadavere, attesa di donazione da altro donatore vivente, ecc).
• Il potenziale donatore non deve subire pressioni, coercizioni, sollecitazioni, incentivazioni economiche o di alcun altro tipo.
• La valutazione dell’accettabilità di un soggetto come donatore deve essere effettuata da un’equipe completamente indipendente sia dai pazienti coinvolti, che dai professionisti che effettuano il trapianto.
• Al donatore deve essere garantita la facoltà di ritirare il consenso fin all’ultimo istante prima dell’intervento chirurgico.
• La donazione non deve essere fonte di profitto o oggetto di commercializzazione.
• Il donatore vivente deve essere sottoposto a rigorosi accertamenti medici volti ad identificare ogni controindicazione di tipo fisico o psicologico.
• Deve essere assicurata un’assistenza a lungo termine ai donatori, così come ai riceventi.
I risultati del trapianto da vivente
Vorrei aggiungere una chiosa volta a sfatare un mito
"pessimistico" riguardante i risultati del trapianto da vivente: questi non
sono
significativamente diversi da quelli del trapianto da cadavere essendo
la sopravvivenza ad 1 anno del rene trapiantato da cadavere pari ad
88,2% mentre è del 93,7% quella del trapianto eseguito tra consanguinei e del 90,6% per i non consanguinei. Trovate queste informazioni sul sito del NITp.
Dite la vostra!
Vorremmo sapere da voi, qui e/o attraverso i vostri commenti sul nostro profilo Facebook, se conoscete persone che hanno beneficiato di un trapianto da donatore vivente o, se siete voi stessi i beneficiari, qual è la vostra qualità di vita post-trapianto.
a cura di Gloria Milan
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Sostenere la ricerca scientifica per garantire una vita migliore a chi ha bisogno di un trapianto e alle loro famiglie. Diffondere la cultura della donazione ovunque. Intensificare le attività di aggiornamento del personale medico e paramedico.
Chi finanzia tutti questi aspetti di FITOT?
Potreste essere voi ad esempio, donando con la vostra firma sulla denuncia dei redditi il 5 per mille alla nostra Fondazione. Il vostro impegno sarà utilizzato esclusivamente per lo scopo per cui esistiamo, salvare sempre più persone e allungare la vita dei trapiantati. Ne conoscete qualcuno, ne sono sicura.
Per donare il 5 per mille serve il codice fiscale di FITOT che è: 92088920282.
a cura di Gloria Milan
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Risolvere il problema del rigetto cronico degli organi
trapiantati attraverso la terapia genica. Questo è l'obiettivo di un progetto triennale (2010-2012), presentato il 25 Marzo a Milano dal Consorzio per la Ricerca sul Trapianto
di Organi Tessuti, Cellule e
Medicina Rigenerativa (CORIT) e Istituto
Mario Negri, sostenuto economicamente da due Fondazioni di origine
bancaria da sempre impegnate nella ricerca scientifica, la Fondazione Cassa di Risparmio
di Padova e Rovigo e la Fondazione Cariplo.
Avendo la possibilità di poter parlare con il direttore scientifico di CORIT Emanuele Cozzi, gli abbiamo fatto alcune domande per saperne di più.